“quando curi una malattia puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona vinci sempre”

(Patch Adams)

TERAPIA PER LA CURA DEL LINFEDEMA

La terapia per la cura del linfedema ad oggi ritenuta più efficace è quella definita Terapia decongestiva complessa.
Decongestiva perché lo scopo è una diminuzione del volume degli arti interessati, e complessa perché composta da numerose tecniche terapeutiche diverse.

Accettato ormai ovunque è il concetto che la monoterapia nel linfedema non serve a nulla. Occorre affrontarlo con specifici trattamenti sempre adattati alla singola persona nelle sue modalità e nelle tempistiche. E’ possibile iniziare la cura in qualsiasi periodo dell’anno, non c’è un periodo migliore dell’altro.

Secondo linee guida interazionali la terapia per la cura del linfedema prevede in primis bendaggio multicomponente, drenaggio linfatico manuale, pressoterapia se ci sono le indicazioni, cura della cute, esercizio fisico, controllo del peso corporeo e utilizzo di tutori elasto compressivi.

Vediamo in particolare di cosa si tratta ma vorrei partire dall’elemento che in realtà rappresenta la parte finale della terapia decongestiva complessa.

TUTORI ELASTOCOMPRESSIVI PER LA CURA DEL LINFEDEMA

Con questa terminologia si intendono calze o bracciali generalmente fatti su misura con lo scopo di garantire il massimo confort.
Per quanto riguarda gli arti inferiori si può parlare di gambaletti, collant, monocollant se interessato solo un arto.
Per gli arti superiori invece si intende un bracciale che può fermarsi al polso o se la mano è interessata dall’edema, può avere un guanto con o senza dita.

TUTORI ELASTOCOMPRESSIVI

Perché ho deciso di parlare subito di tutori che in realtà rappresentano l’ultima parte del trattamento??

Perché il linfedema è cronico per definizione e se non si comprende la necessità di mantenere i risultati raggiunti con una adeguata contenzione, si rischia di intraprendere un trattamento costoso che non avrà tenuta nel tempo e che comporterà sentimenti di frustrazione per i risultati non mantenuti.

Normalmente la domanda che i pazienti fanno a questo punto è: “ma il tutore, dovrò portarlo sempre?” Purtroppo si durante il giorno! Si perché va a sostituire quello che le strutture anatomiche coinvolte dall’edema non riescono più a fare.

Con i trattamenti di cui parlerò in seguito si ottengono i risultati in termini di riduzione dell’edema ma con i tutori si mantengono nel tempo. A favore dei tutori si può dire che molte aziende li confezionano in materiali traspiranti e che si cerca sempre di trovare la soluzione più idonea per l’attività quotidiana della persona che lo deve utilizzare.

Ad oggi inoltre vengono fatti tutori in tanti colori! Diciamo la verità: una calza va sempre bene anche in quei brutti color nudo perché in linea di massima si riesce a nascondere sotto ad un pantalone.
Se però si tratta di un braccio, il colore nudo si vede comunque e quindi perchè non osare con i colori??

TUTORI ELASTOCOMPRESSIVI COLORATI

BENDAGGIO MULTICOMPONENTE

È brutto, scomodo, fastidioso, fa caldo, tutti chiedono spiegazioni ma… E’ INDISPENSABILE  per un trattamento d’urto efficace!!
Personalmente ci ho messo molto tempo ad accettarlo ma quando l’ho fatto il mio linfedema si è modificato rapidamente e non è cosa da poco!!!

Si chiama multicomponente in quanto è composto da molti strati di materiali diversi. Quanti strati non è prevedibile ma viene stabilito in base alla dimensione dell’edema e alla tenuta che il bendaggio deve avere.

Lo scopo di questo bendaggio è quello di creare una sorta di barriera alla forza esercitata dal muscolo. Trovando questa barriera che non permette l’espansione, i liquidi tendono a salire verso l’alto.
Da questo nasce l’importanza di fare esercizio fisico sotto bendaggio!! Diciamo che fare un bendaggio e poi mettersi con l’arto in scarico sul divano lo rende maggiormente fastidioso e ne annulla l’efficacia quindi la parola d’ordine è MOVIMENTO!!!

bendaggio multicomponente arto superiore
bendaggio multicomponente
gamba bendaggio multicomponente

DRENAGGIO LINFATICO MANUALE

Ha un immenso valore per i benefici sintomatici e psicologici che può dare ma ad oggi non viene più considerato la terapia per eccellenza.
Capita a molti terapisti e a molti corsi di sentir dire che se proprio si deve scegliere magari in una struttura in cui i tempi sono stretti, tra usare il tempo per il linfodrenaggio o il bendaggio, sia meglio riservare il poco tempo a quest’ultimo! Questo non significa che il linfodrenaggio manuale non serva, anzi. Come detto prima rientra in un sistema di trattamento complesso e ne è parte indispensabile. Semplicemente talvolta il terapista può scegliere se drenare più alcune zone rispetto ad altre e ridurre un po’ le tempistiche utilizzate un tempo a favore di tecniche maggiormente efficaci in termini di riduzione volumetrica.

drenaggio linfatico manuale

PRESSOTERAPIA

Argomento molto controverso! La pressoterapia è un’apparecchiatura elettromedicale composta da un un compressore elettrico collegato ad un indumento di plastica gonfiabile composto da varie parti che si gonfiano ad intermittenza.

Pressoterapia si o no?  Chi si reca in cliniche tedesche spesso sente demonizzare questo tipo di trattamento in quanto potrebbe causare fibrosi maggiori ai tessuti già stressati dal problema linfedemico.
Secondo linee guida internazionali la questione sull’utilizzo è ancora in fase di valutazione ma si ritiene che debba essere cauto e comunque deciso dopo un’attenta valutazione.

Quindi pressoterapia si, ma non per tutti!

pressoterapia

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CURA DELLA CUTE

Quando c’è un linfedema, una cute in buone condizioni è importantissima a causa della maggiore sensibilità alle infezioni. La pelle deve essere mantenuta pulita, asciutta e ben idratata. Occorre cercare di evitare le punture d’insetto, le scottature (anche del sole), le ferite accidentali, tutte possibili fonti di infezioni.

ESERCIZIO FISICO

È parte indispensabile del trattamento e deve essere fatto sempre e solo sotto bendaggio. Come detto prima durante il movimento, la forza esercitata dal muscolo si scontra con il “muro” creato con il bendaggio.

Non potendo il muscolo allargarsi, la spinta che i liquidi ricevono risulta essere verso l’alto con un ottimo effetto drenante. Terminata quindi la seduta di terapia per la cura del linfedema non è una buona idea andare a casa e siccome il bendaggio stringe, mettersi sul divano con l’arto in scarico e pensare che dia meno fastidio!

Se si vuole che il fastidio diminuisca velocemente occorre fare movimento, i liquidi vengono “spremuti” in alto, l’arto si sgonfia e il bendaggio non stringe più!!

esercizio fisico
controllo peso corporeo

CONTROLLO DEL PESO CORPOREO

Chiariamo subito che non necessariamente il linfedema viene solo alle persone sovrappeso.
Non sono ad oggi completamente noti i meccanismi per cui un maggiore peso corporeo influenzi il linfedema ma molti pazienti notano che è sufficiente una riduzione del proprio peso di qualche chilogrammo per avere un miglioramento immediato anche del linfedema.
Importante è non utilizzare sistemi fai da te in quanto si rischia di incorrere in errori alimentari che sarebbe bene evitare.

Ad oggi i trattamenti esposti sono ritenuti il GOLD STANDARD della terapia per la cura del linfedema.
Credo che ora sia chiaro perché si parla di TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA. NON BISOGNA LASCIARSI SPAVENTARE!!

Viene immediato pensare che prendersi cura del proprio linfedema diventi un lavoro a tempo pieno…. Per quanto mi riguarda questa è l’ultima delle cose che deve accadere! Certo impostare il tutto necessita di un impegno iniziale importante, ma una volta individuate con l’aiuto di personale esperto le caratteristiche del proprio linfedema, le cose si semplificano notevolmente!


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